{"id":1407,"date":"2011-08-10T21:08:19","date_gmt":"2011-08-10T19:08:19","guid":{"rendered":"http:\/\/melone.noblogs.org\/?p=1407"},"modified":"2022-03-30T11:12:18","modified_gmt":"2022-03-30T09:12:18","slug":"occidente-islamofobia-razzismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/melone.noblogs.org\/?p=1407","title":{"rendered":"Il senso comune dell&#8217;occidente per l&#8217;islamofobia\/2"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">Alla  luce di <a title=\"Parte 1\" href=\"https:\/\/melone.noblogs.org\/?p=1089\">quanto illustrato finora<\/a>, come possiamo definire questo fenomeno? Si pu\u00f2 parlare ad esempio di fondamentalismo   religioso? La risposta \u00e8 no. L&#8217;espressione &#8220;fondamentalismo religioso&#8221; \u00e8 fuorviante e il suo uso non \u00e8 giustificato dal fatto che sia stato impiegato in precedenza per definire l&#8217;attivismo politico di matrice islamista.<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 evidente come nella retorica occidentalista l&#8217;identit\u00e0 religiosa non   vada affermata attraverso un ritorno ai fondamenti della dottrina   teologica -questo s\u00ec, &#8220;fondamentalismo&#8221;- ma nella difesa di quei &#8220;valori   della civilt\u00e0 occidentale&#8221; che, nelle versioni pi\u00f9 elaborate, arrivano  a  comprendere persino l&#8217;anti-razzismo e l&#8217;anti-omofobia. Le &#8220;radici   cristiano-giudaiche&#8221; di tale civilt\u00e0, poi, sono da localizzare nella   storia secolare dell&#8217;Europa cristiana e moderna: le Crociate, la   battaglia di Poitiers e Carlo Martello, l&#8217;assedio di Vienna. L&#8217;identit\u00e0   religiosa \u00e8 pertanto un tratto culturale, slegato dalla religione. Un   dato che emerge chiaramente dalla definizione che Breivik da di s\u00e9,   &#8220;cultural Christian&#8221;, decisamente vicina a quelle di occidentalisti   italiani come Oriana Fallaci (&#8220;ateo-cristiana&#8221;) e Giuliano Ferrara   (&#8220;ateo devoto&#8221;). Un&#8217;operazione   pressoch\u00e9 simile informa la rappresentazione del nemico, costruita   polarizzando non l&#8217;elemento etnico ma quello culturale. Si pu\u00f2 parlare   ancora di razzismo? Dipende dalla definizione che diamo del termine. Se indica   una forma di discriminazione dove la razza \u00e8 intesa come tratto biologico, la risposta \u00e8 no. Ma questa \u00e8 esattamente la   logica che ha favorito l&#8217;ascesa politica, sociale e mediatica della destra identitaria. Una logica, torno a ripetere, che non \u00e8 affatto  marginale e riservata ad uno sparuto network di nostalgici e\/o xenofobi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tutto il contrario. Da almeno dieci anni ormai gli stereotipi negativi   sull&#8217;Islam sono acriticamente recepiti e continuamente riprodotti da   telegiornali e quotidiani, rafforzati dalle autorevoli opinioni di commentatori\u00a0 e intellettuali, accettati dall&#8217;opinione pubblica come una   verit\u00e0 empirica. \u00c8 proprio questa la tesi di <a href=\"http:\/\/www.jadaliyya.com\/pages\/index\/2239\/after-oslo_europe-islam-and-the-mainstreaming-of-r\">un post pubblicato da Jadaliyya<\/a> dopo la strage in Norvegia Una critica feroce ai mezzi di   comunicazione colpevoli, secondo gli autori, di aver reso &#8220;mainstream&#8221;   gli argomenti di islamofobi della destra identitaria:<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify\">[T]he     racism that motivated Breivik comes straight from  the    \u2018mainstream.\u2019\u00a0His  ideological inspirations are prominent European     politicians such as  Geert Wilders, as well as media reports, columns    and  books written by  various Islamophobic intellectuals.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify\">In  questo senso, lo slogan del SIOE suona tragicamente vero: \u201cRacism is   the lowest form of human   stupidity, but  Islamophobia is the height of   common sense\u201d. Il pregiudizio anti-islamico \u00e8 diventato senso comune, l&#8217;incompatibilit\u00e0 con l&#8217;Islam accettata come dato di fatto.   Ma questo \u00e8 stato possibile perch\u00e9 l&#8217;islamofobia non \u00e8 mai stata considerata n\u00e9   presentata come una forma di discriminazione. Alla base di questa   acritica accettazione troviamo una concezione biologica e ottocentesca   del termine &#8220;razza&#8221;, la stessa che ha informa le posizioni   della destra contemporanea. L&#8217;Islam non \u00e8 una razza ma un sistema di valori e credenze, dunque  attaccarlo anche  duramente rientra nel legittimo esercizio della  libert\u00e0 d&#8217;espressione. Una logica bi-partisan se si pensa a chi, da sinistra, parla di &#8220;<a title=\"es. Lucia Annunziata\" href=\"http:\/\/www.lastampa.it\/_web\/cmstp\/tmplRubriche\/editoriali\/gEditoriali.asp?ID_blog=25&amp;ID_articolo=9010\">frizioni culturali<\/a>&#8221; con l&#8217;Islam e sostiene che &#8220;<a title=\"es. Distanti Saluti\" href=\"http:\/\/www.distantisaluti.com\/parliamo-di-islamofobia\/\">il razzismo contro l&#8217;Islam non esiste<\/a>&#8221; perch\u00e9 &#8220;<a title=\"es. Distanti Saluti\/2\" href=\"http:\/\/www.distantisaluti.com\/il-razzismo-contro-lislam-non-esiste\/\">l&#8217;Islam non \u00e8 una razza<\/a>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma allora cos&#8217;\u00e8 l&#8217;islamofobia, come possiamo definirla? L&#8217;islamofobia \u00e8 e resta una forma di discriminazione in cui  l&#8217;elemento razziale non  scompare ma viene semplicemente   ricodificato. La definizione del termine \u00e8 tuttora oggetto di discussione, proprio a causa di questa sua natura originale, per cos\u00ec dire, diversa dalle forme di discriminazione gi\u00e0 acquisite. I rapporti del Runnymede Trust (UK) costituiscono un ottimo punto di partenza (<a title=\"Breve sommario del rapporto\" href=\"http:\/\/www.runnymedetrust.org\/uploads\/publications\/pdfs\/islamophobia.pdf\">1997<\/a>; <a title=\"Report completo\" href=\"http:\/\/www.insted.co.uk\/islambook.pdf\">2004<\/a>). Tra i primi a segnalare l&#8217;urgenza del problema, questi due rapporti hanno il sicuro merito di aver elaborato una <a href=\"http:\/\/www.islamophobia-watch.com\/islamophobia-a-definition\/\">definizione di islamofobia<\/a>, illustrando le pratiche discriminatorie ed esclusive maggiormente diffuse. Una di queste \u00e8 proprio considerare &#8220;naturale o normale&#8221; l&#8217;ostilit\u00e0 nei confronti dei musulmani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 importante ricordare che esiste anche una dimensione di continuit\u00e0, una relazione storica con altre forme di discriminazione. Nonostante sia un neologismo coniato in America negli  anni &#8217;70 l&#8217;islamofobia non \u00e8 una novit\u00e0 assoluta, ma riproduce stereotipi e pratiche discriminatorie profondamente radicate nella storia delle societ\u00e0 europee e nordamericane:  xenofobia, razzismo, anti-semitismo. Alcuni autori, soprattutto  quelli concentrati sull&#8217;Europa, ritengono che l&#8217;islamofobia sia una forma di xenofobia.  Questo \u00e8 il parere di Ronald R. Sundstrom, Associate Professor di filosofia e studi afro-americani all&#8217;Universit\u00e0  di San Francisco, che prende in esame proprio lo slogan del SIOE (<a href=\"http:\/\/www.worlddialogue.org\/content.php?id=481\">2010<\/a>):<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify\">SIOE\u2019s   message is clear: racism is evil, Islamophobia is not racism,  ergo   Islamophobia is not evil. Racism is sidestepped, and xenophobia is    eluded by its explicit absence. [&#8230;] Islamophobia is judged, in   contrast with racism, to be  reasonable and rational, and the label   \u201cIslamophobe\u201d is embraced as a  rallying cry. Yet, xenophobia lingers in   the structure of the term  (\u201cIslam\u201d + \u201cphobia\u201d). Muslims simply and   terrifyingly are the <em>xenos<\/em>,  the \u201cstranger\u201d or \u201cforeigner\u201d, in   this instance. [&#8230;] Just as other ethnic, racial, and  religious  groups  have been demonised as a foreign, total threat, so are  Muslims  in the  current wave of fear and hatred. Do not be fooled by   submergence of the  general term <em>xenos<\/em> in SIOE\u2019s prideful slogan: Islamophobia is a form of xenophobia.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify\">Altri hanno preferito  riportare al centro delle proprie analisi la razza. In questi casi l&#8217;islamofobia \u00e8 considerata una forma di &#8220;razzismo  culturale&#8221; dove il  concetto di religione e quello di razza si sovrappongono e  interagiscono continuamente. Questa \u00e8 la prospettiva applicata da Junaid  Rana, Associate Professor di Asian American Studies all&#8217;Universit\u00e0 dell&#8217;Illinois, per analizzare le retorica islamofoba impiegata nella campagna contro la moschea di Park51 (<a href=\"http:\/\/www.worlddialogue.org\/content.php?id=482\">2010<\/a>). La sua ipotesi \u00e8 sviluppata su una genealogia del concetto di  &#8220;islamofobia&#8221; che dimostra come l&#8217;origine del concetto di razza sia intimamente connessa a quello di religione, una relazione che ha assunto configurazioni diverse in diverse epoche storiche. Secondo Rana questa \u00e8 la prospettiva necessaria per definire una forma di discriminazione solo apparentemente &#8220;culturale&#8221; come l&#8217;islamofobia, la quale sarebbe invece costruita sulla base di una logica razziale capace di mutare nel tempo e operare anche su elementi come il genere o la nazionalit\u00e0 ad esempio (<a href=\"http:\/\/www.ingentaconnect.com\/content\/routledg\/usou\/2007\/00000009\/00000002\/art00005\">2007<\/a>):<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify\">[T]he  Muslim is constructed through a racial logic that crosses the cultural  categories of nation, religion, ethnicity, and sexuality. The placement  of the Muslim in the U.S. racial formation encompasses a broad race  concept that connects a history of Native America to Black America to  immigrant America in the consolidation of anti-Muslim racism.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify\">L&#8217;operazione fondamentale per comprendere la natura dell&#8217;islamofobia \u00e8 proprio questa rimodulazione dei concetti e delle loro relazioni. \u00c8 davvero difficile non pensare ai <a href=\"http:\/\/new.mmc2000.net\/monitoraggio-dei-media\/%E2%80%9Cminorities-sterotypes-on-media%E2%80%9D-i-primi-risultati-del-monitoraggio-radio-e-tv\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">numerosi casi di cronaca<\/a> in cui la violenza del colpevole viene connotata razzialmente  attraverso   la nazionalit\u00e0, il genere, la religione o la condizione  sociale. Per i Misseri italiani non \u00e8 mai necessario specificare il  grado di   religiosit\u00e0, mentre \u00e8 sempre il musulmano in quanto tale a  commettere una   violenza domestica; cos\u00ec come colui che violenta \u00e8  sempre uno   &#8220;stupratore&#8221; se italiano oppure \u00e8 egiziano, marocchino,  tunisino,  immigrato, clandestino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un modo particolarmente efficace per definire questa operazione si trova nell&#8217;ultimo libro di Hamid Dabashi: <em>Brown Skin, White Masks<\/em> (<a title=\"Download .pdf\" href=\"http:\/\/ebookee.org\/Hamid-Dabashi-Brown-Skin-White-Mask_1063933.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">2011<\/a>).    Secondo l&#8217;intellettuale iraniano, Professore di Iranian Studies e    Letteratura Comparata alla Columbia University,  l&#8217;islamofobia \u00e8 una riconfigurazione delle relazioni di potere su  base razziale, dove <em>brown<\/em> \u00e8  il nuovo <em>black<\/em> e <em>Muslim<\/em> il nuovo <em>Jew<\/em>:<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify\">[I]n  present-day North America and Western Europe-and by extension  the world  they seek to dominate-brown has become the new black and  Muslims the  new Jews. This is because a recodification of racist power  relations is  the modus operandi of an ever-changing condition of  domination in  which capital continually creates its own elusive  cultures. (6)<\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify\">Quando \u00e8 avvenuto questo passaggio? \u00c8 possibile localizzarlo in maniera pi\u00f9 precisa? Come ricordavo poco sopra, il pregiudizio anti-islamico ha radici storiche profonde ma \u00e8, allo stesso tempo, il risultato di mutazioni piuttosto recenti. Una di queste \u00e8 avvenuta con l&#8217;undici settembre e la War on Terror. Quello appena trascorso \u00e8 un decennio cruciale per lo sviluppo e la diffusione dell&#8217;islamofobia, segnato dal successo editoriale di pamhplet incendiari come &#8220;La rabbia e   l&#8217;orgoglio&#8221; di Oriana Fallaci (<a title=\"Articolo Corsera\" href=\"http:\/\/www.corriere.it\/Primo_Piano\/Cronache\/2006\/09_Settembre\/15\/rabbia1.shtml\">2001<\/a>; <a title=\"Libro\" href=\"http:\/\/books.google.com\/books?id=f0WNZwEACAAJ&amp;dq=Oriana+Fallaci,+La+rabbia+e+l%27orgoglio,+Rizzoli,+2004&amp;hl=it&amp;ei=M1lCTvb7Gsuq8AOt-tzBCQ&amp;sa=X&amp;oi=book_result&amp;ct=result&amp;resnum=2&amp;ved=0CC4Q6AEwAQ\">2004<\/a>), <em>Eurabia<\/em> di Bat Ye&#8217;or (<a href=\"http:\/\/books.google.com\/books?id=hfK9SqHSaccC&amp;printsec=frontcover&amp;dq=eurabia&amp;hl=it&amp;ei=H1hCTtnKEdTA8QPa7qzaCQ&amp;sa=X&amp;oi=book_result&amp;ct=result&amp;resnum=1&amp;ved=0CC0Q6AEwAA#v=onepage&amp;q&amp;f=false\">2005<\/a>) e <em>Londonistan<\/em> di Melanie Phillips (<a href=\"http:\/\/books.google.com\/books?id=8czpAAAAIAAJ&amp;q=londonistan+2006&amp;dq=londonistan+2006&amp;hl=it&amp;ei=1llCTvKkFsSx8gPbwOm2CQ&amp;sa=X&amp;oi=book_result&amp;ct=result&amp;resnum=1&amp;ved=0CCoQ6AEwAA\">2006<\/a>). Ma sarebbe limitante concentrarsi solo sull&#8217;influenza di questi pamphlet considerandoli, <a href=\"http:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2011\/07\/29\/breivik-e-gli-ideologi-delleurabia\/148684\/\">come molti hanno fatto dopo la strage di Oslo e Ut\u00f8ya<\/a>, i principali riferimenti ideologici dei movimenti islamofobi. Sono meriti che non hanno poich\u00e9 nella maggior parte dei casi rivisitano temi tutt&#8217;altro che originali. Titoli come <em>Eurabia<\/em> o <em>Londonistan<\/em> non fanno altro che divulgare il paradigma epistemologico che ha tracciato la nuova traiettoria dell&#8217;Occidente dopo la caduta del Muro di Berlino e la fine della Guerra Fredda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non si trova nelle pagine di <em> Eurabia<\/em> ma in un articolo  di Samuel Huntington apparso nel 1993 su <em>Foreign Affairs<\/em>. Lo &#8220;scontro di civilt\u00e0&#8221;, che a ben  vedere \u00e8 frutto della collaborazione di tre accademici di lungo corso: Francis   Fukuyama, Samuel Huntington e Bernard Lewis. \u00c8 da qui che bisogna partire, dalle pagine di &#8220;The End of History?&#8221; (<a title=\"Download .pdf\" href=\"http:\/\/www.google.com\/url?sa=t&amp;source=web&amp;cd=10&amp;ved=0CH4QFjAJ&amp;url=http%3A%2F%2Fcourses.essex.ac.uk%2FGV%2FGV905%2FIR%2520Media%25202010-11%2FW4%2520Readings%2FFukuyama%2520End%2520of%2520History.pdf&amp;rct=j&amp;q=%22The%20End%20of%20History%3F%22&amp;ei=APhATtyHH4-EhQfIsLTBCQ&amp;usg=AFQjCNEO1Fv_lpw_hsNnh8IZixFE_2NMeA&amp;cad=rja\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">1989<\/a>), &#8220;The Clash of Civilizations?&#8221; (<a title=\"Download .pdf\" href=\"http:\/\/www.hks.harvard.edu\/fs\/pnorris\/Acrobat\/Huntington_Clash.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">1993<\/a>) e svariati volumi di Bernard Lewis (<a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Bernard_Lewis\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">1916-<\/a>). Fine della storia, conflitto di   civilit\u00e0, incompatiblit\u00e0 dell&#8217;Islam.   Sono queste le coordinate seguite per tracciare la nuova traiettoria dell&#8217;Occidente. \u00c8 ancora Dabashi a catturare questo processo con estrema precisione:<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify\">Fukuyama   declares that Western liberal democracy has triumphed over all the   alternatives; Huntington recasts this triumphalist idea in the language   of conflict, proposing that Western civilization now faces great  threats  from its Islamic and Chinese nemeses. [&#8230;] Soviet Communism  yielded to  Islamism as the West&#8217;s new nemesis. [&#8230;] For about four  years, the  West was in a state of limbo, not quite knowing what to do  with itself  after Fukuyama [&#8230;] declared it triumphant, until  Huntington [&#8230;]  manufactured a new global enemy for it. [&#8230;] The  emergence of Islam as  the nemesis of the West gave a new lease of life  to old-fashioned  Orientalism. Among those who have made careers out of  glorifying Western  civilization and lamenting its vulnerability to the  threat of Islam, no  one could outdo Bernard Lewis [&#8230;] who began his  career in the  intelligence corps of the British army and ended it as a  consultant to  the Pentagon-thus linking British colonialism and  American imperialism  in the span of a single life. (10-11)<\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify\">Dopo il crollo dell&#8217;Unione Sovietica -che sanciva il trionfo delle democrazie occidentali, definitivo secondo Fukuyama- Huntington fu tra i primi a ipotizzare uno scenario geopolitico in cui    i  conflitti sarebbero  avvenuti lungo le &#8220;faultlines&#8221;  culturali   delle    principali &#8220;civilit\u00e0&#8221;.   Bernard Lewis era in possesso del vocabolario concettuale pi\u00f9 adatto a definire questa nuova dimensione non pi\u00f9 politica ma culturale del conflitto, perch\u00e9 soprattutto l&#8217;Oriente arabo-islamico era gi\u00e0 caratterizzato in questi termini. Proprio questo \u00e8 l&#8217;Oriente contrastato in maniera sempre pi\u00f9 radicale da intellettuali e movimenti islamofobi. Ed \u00e8 dall&#8217; elaborazione di paradigmi alternativi a quello dello scontro di civilt\u00e0 che si deve ripartire per contrastare la diffusione del pregiudizio anti-islamico, per fare in modo che l&#8217;islamofobia non sia pi\u00f9 senso comune.<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><a title=\"Parte 1\" href=\"https:\/\/melone.noblogs.org\/?p=1089\">\u2190<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alla luce di quanto illustrato finora, come possiamo definire questo fenomeno? Si pu\u00f2 parlare ad esempio di fondamentalismo religioso? La risposta \u00e8 no. L&#8217;espressione &#8220;fondamentalismo religioso&#8221; \u00e8 fuorviante e il suo uso non \u00e8 giustificato dal fatto che sia stato impiegato in precedenza per definire l&#8217;attivismo politico di matrice islamista.<\/p>\n","protected":false},"author":2560,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[309],"tags":[338,404,409,440,615,607,541,614],"class_list":["post-1407","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-fuffa-connection","tag-eurabia","tag-islam","tag-islamofobia","tag-lisola","tag-razza","tag-razzismo","tag-religione","tag-scontro-di-civilta"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/melone.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1407","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/melone.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/melone.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/melone.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2560"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/melone.noblogs.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1407"}],"version-history":[{"count":46,"href":"https:\/\/melone.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1407\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2907,"href":"https:\/\/melone.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1407\/revisions\/2907"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/melone.noblogs.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1407"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/melone.noblogs.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1407"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/melone.noblogs.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1407"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}