{"id":2370,"date":"2013-04-15T08:36:56","date_gmt":"2013-04-15T06:36:56","guid":{"rendered":"http:\/\/melone.noblogs.org\/?p=2370"},"modified":"2023-07-14T18:55:01","modified_gmt":"2023-07-14T16:55:01","slug":"liberalismo-imperialista-e-rivoluzione-egiziana-di-atef-said","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/melone.noblogs.org\/?p=2370","title":{"rendered":"Liberalismo imperialista e rivoluzione egiziana (di Atef Said)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">In queste righe elaboro<strong> <\/strong>quattro critiche nei confronti di\u00a0una corrente di pensiero che definisco liberale imperialista e del modo in cui affronta la rivoluzione del 25 gennaio.<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Con &#8220;liberalismo imperialista&#8221; mi riferisco a quella eterogenea tradizione dell&#8217;accademia anglo-europea, la cui difesa del liberalismo, specialmente di democrazia rappresentativa e libert\u00e0 individuale, \u00e8 inestricabilmente connessa ad un repertorio concettuale coloniale ed eurocentrico, spesso impiegato per defendere direttamente e senza alcun pudore gli interessi americani nel mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Innanzitutto, localizzare la rivoluzione all&#8217;interno di una tipologia precostituita &#8211; derivata in parte dallo studio della cosiddette rivoluzioni classiche in Occidente e in parte dallo studio di alcune recenti rivoluzioni democratiche &#8211; \u00e8 uno dei noti trucchi del liberalismo imperialista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I primi segnali di questo si sono registrati sin dai primi giorni della rivoluzione. Allora le cose non erano ancora del tutto chiare. Ci\u00f2 nonostante secondo numerose analisi quella del 25 gennaio non era affatto una rivoluzione, ma un&#8217;insurrezione popolare nata per chiedere qualche riforma e finita con un colpo di stato militare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Definire una rivoluzione \u00e8 forse uno dei problemi pi\u00f9 spinosi nelle scienze politiche e sociali. E la rivoluzione egiziana sembra aver complicato le cose.\u00a0\u00c8 possibile tuttavia affermare che quasi tutte le analisi del liberalismo imperialista si fondano su erronei assunti astorici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il problema principale nelle analisi eurocentriche \u00e8 che invitano il lettore a pensare la rivoluzione egiziana come un mero episodio: quei 18 eccezionali giorni di sit-in a Midaan Tahrir che hanno preceduto la caduta di Hosni Mubarak. Da questo punto di vista la rivoluzione appare un evento limitato nello spazio e nel tempo; avviene a Tahrir e dura 18 giorni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Leggere l'&#8221;insurrezione&#8221; egiziana come una deviazione di 18 giorni finita con i &#8220;rivoluzionari&#8221; che non riescono a prendere il potere pu\u00f2 conformarsi ad una precostituita tipologia di rivoluzioni democratiche come quelle date dai modelli di America Latina ed Europa dell&#8217;Est. Ma una volta applicati al caso egiziano, tali modelli risultano fuorvianti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I &#8220;rivoluzionari&#8221; non saranno riusciti a prendere il potere quel 11 febbraio 2011.\u00a0\u00c8 vero. Ma ignorare i terremoti politici e sociali che hanno attraversato l&#8217;Egitto da quel giorno &#8211; terremoti che attestano come la rivoluzione sia continuata ben oltre i confini di Tahrir e di quei 18 giorni &#8211; rivela una sorta di cecit\u00e0 teorica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Una prospettiva storica pi\u00f9 ampia pu\u00f2 aiutarci a comprendere che la rivoluzione egiziana non pu\u00f2 (ancora) essere etichettata come vinta o persa, tradita o sequestrata. La rivolta egiziana \u00e8 piuttosto un episodio incompleto che continua a dispiegarsi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questo semplicemente perch\u00e9 n\u00e9 i conflitti di potere n\u00e9 le mobilitazioni dal basso sono finite, o accennano a diminuire, dopo l&#8217;11 febbraio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un altro tratto saliente della letteratura liberale imperialista \u00e8 il riduzionismo. Prima si riduce la rivoluzione egiziana a mera rivoluzione politico-democratica, poi la democrazia all&#8217;urna elettorale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma etichettare la rivoluzione come semplicemente democratica \u00e8 problematico. Ci sono segni importanti che puntano ad aspetti ben pi\u00f9 profondi della rivolta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le infinite lotte sociali ed economiche, i tumulti minori su tutti i fronti e in tutte le aree, ci dicono che l&#8217;Egitto sta assistendo a qualcosa di ben pi\u00f9 profondo e ben diverso da un semplice tentativo di cambiare il modo in cui il potere politico viene esercitato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il trucco \u00e8 questo: i liberali imperialisti affermano che, poich\u00e9 l&#8217;Egitto ha assistito ad una transizione verso un sistema politico pluralista ed ha condotto elezioni relativamente libere, non c&#8217;\u00e8 motivo di parlare di una rivoluzione continua. Il punto cruciale su cui bisogna concentrarsi \u00e8 rivedere gli aspetti procedurali del nuovo sistema, piuttosto che cercare di deporlo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un argomento del genere non ha senso a meno che per democrazia non ci si riferisca al mero esercizio di periodiche consultazioni elettorali. Ovviamente, il diritto all&#8217;assemblea, il diritto di espressione e quelli di donne e minoranze possono anche trovare un posto in agenda. Ma le elezioni rappresentano il cuore della democrazia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L&#8217;aspetto imperialista di questa idea consiste nel tentativo di vendere un certo &#8220;buon modello&#8221;, per poi incolpare quelli che falliscono di implementarlo. Il problema principale \u00e8 che chi propone questo modello \u00e8 ossessionato dalla politica ufficiale a tal punto da ridurre la democrazia alla costruzione delle istituzioni della democrazia rappresentativa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma questo &#8220;culto del modello&#8221; \u00e8 un approccio incapace di far fronte ad una realt\u00e0 complessa e in continuo cambiamento. E se gli egiziani stessero inventando una nuova forma di democrazia diretta che differisce dal modello della democrazia rappresentativa? Paradossalmente, mentre gli egiziani stanno perdendo interesse nel processo politico ufficiale e diventano sempre pi\u00f9 scettici, sia i Fratelli Musulmani che gli analisti continuano ad avere fede.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non bisogna dimenticare che all&#8217;inizio gli egiziani erano entusiasti della democrazia elettorale. Un&#8217;attenta analisi dell&#8217;affluenza alle urne nei sondaggi condotti dopo la rivoluzione mostra che era alta all&#8217;inizio ma che \u00e8 progressivamente calata man mano che sempre pi\u00f9 egiziani realizzavano la distanza tra processo politico e richieste della rivoluzione e della societ\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Significa che il &#8220;modello&#8221; \u00e8 stato provato e percepito carente. Ma questo \u00e8 esattamente quello che\u00a0i liberali imperialisti non vogliono capire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Terzo, sminuire le proteste popolari \u00e8 un altro tratto della forma mentis del liberale imperialista. Alcuni dicono con tono di scherno che gli egiziani hanno la tendenza a protestare per ogni cosa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non riescono a comprendere che la relazione tra politica ufficiale e proteste popolari non \u00e8 necessariamente una di mutua esclusione. L&#8217;idea predominante in quello che scrivono \u00e8 che la protesta sia irrilevante se paragonata all&#8217;uso degli strumenti forniti dalla politica ufficiale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma questo assunto non \u00e8 saggio n\u00e9 accurato, poich\u00e9 la protesta e la politica ufficiale s&#8217;intrecciano in modi complessi che variano da caso a caso, in tempi e luoghi diversi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Possiamo dare numerose spiegazioni a questa tendenza del pensiero liberale imperialista a\u00a0snobbare la protesta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Una di queste potrebbe essere il favore indiscusso goduto dalla teoria secondo cui i grossi movimenti sociali su scala nazionale, come il Cartismo ad esempio, siano qualcosa che appartiene al passato. Adesso \u00e8 il momento di movimenti locali con obiettivi minori, dicono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un&#8217;altra spiegazione potrebbe riguardare la forma mentis coloniale e razzista degli analisti occidentali, che condanna la violenza e incolpa della sua diffusione, almeno in parte, la mancanza di cultura democratica delle masse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ovviamente, questo va di pari passo con una tendenza a romanticizzare gli aspetti pacifici di quei 18 giorni di rivolta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tuttavia, questo ragionameno non si pone mai la domanda pi\u00f9 semplice e fondamentale: se gli egiziani erano cos\u00ec civilizzati dal 25 gennaio al 11 febbraio, cosa \u00e8 andato storto nei mesi successivi? Perch\u00e9 sono diventati cos\u00ec violenti? Forse la democrazia formale, procedurale ha tradito i loro sogni rivelandosi incapace di rispondere alle loro richieste? Non \u00e8 logico allora ricorrere alla mobilitazione popolare, e persino alla violenza difensiva, di fronte ad uno stato delle cose immutabile?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I liberali imperialisti hanno una prospettiva unilaterale e semplicistica dell&#8217;Islam politico. Essi tendono a concepirlo attraverso opposizioni binarie, la pi\u00f9 famosa delle quali \u00e8 quella moderato-estremista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Paradossalmente, tanto gli islamisti tradizionalisti che i liberali imperialisti hanno una concezione unidimensionale del mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Gli islamisti dividono il mondo in opposizioni semplici tra musulmano\/non-musulmano, Oriente\/Occidente e giusto\/sbagliato, al cuore del loro progetto c&#8217;\u00e8 un acceso conflitto identitario e un continuo confronto con l&#8217;Occidente per salvare l&#8217;Islam e rinverdire i fasti della civilt\u00e0 islamica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I liberali imperialisti, dal canto loro, si concentrano su un&#8217;idea fondamentale, quella di libert\u00e0, libert\u00e0 individuale in particolare. Ci\u00f2 \u00e8 evidente nel culto del libero mercato che, dicono, realizza la libert\u00e0 individuale in campo economico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A dire il vero i liberali non trattano gli islamisti come un&#8217;entit\u00e0 omogenea; ma sono ossessionati da una categorizzazione generica che distingue tra islamisti moderati e non.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La parola moderato qui richiede un&#8217;attenzione particolare, poich\u00e9 \u00e8 pesantemente politicizzata ma in realt\u00e0 non significa nulla.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Molto pi\u00f9 del suo significato, la cosa importante dell&#8217;opposizione moderato\/non-moderato \u00e8 ci\u00f2 che non dice. La moderazione in questo contesto altamente politicizzato significa in realt\u00e0 appartenenza o accettazione delle norme esistenti. La verit\u00e0 non detta \u00e8 che i moderati sono persone che non minacciano gli interessi delle forze dominanti a livello internazionale, cio\u00e9 gli Stati Uniti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I liberali imperialisti sanno bene che i Fratelli Musulmani, per quanto moderati, non sono un esempio di liberalismo. Ecco perch\u00e9 hanno sviluppato una categoria che distingue democratici anti-liberali, come i Fratelli, e non-democratici anti-liberali, come la maggior parte dei Salafiti (tralasciamo per il momento il fatto che i Salafiti abbiano gi\u00e0 eluso questa etichetta accettando pienamente il gioco democratico).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma adesso sta diventando chiaro che i Fratelli Musulmani non sono nemmeno democratici, poich\u00e9 ostili alla rivoluzione e alle sue richieste. Per questo, oltre ad aver redatto una Costituzione non condivisa e settaria, hanno mantenuto gli strumenti di omicidio e tortura tipici del vecchio regime e attaccato media e attivisti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tutto questo non \u00e8 rilevante per i liberali imperialisti, poich\u00e9, come abbiamo detto, la moderazione \u00e8 un concetto serve essenzialmente agli interessi egemonici, slegato da qualsiasi riferimento al significato sostanziale della parola democrazia.<\/p>\n<p><strong>Said, Atef. &#8220;<a title=\"Leggi il post originale su Jadaliyya\" href=\"http:\/\/www.jadaliyya.com\/pages\/index\/11201\/imperialist-liberalism-and-the-egyptian-revolution\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Imperialist Liberalism and the Egyptian Revolution<\/a>&#8220;. <em>Jadaliyya<\/em>, 13\/04\/2013.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">Con &#8220;liberalismo imperialista&#8221; mi riferisco a quella eterogenea tradizione dell&#8217;accademia anglo-europea, la cui difesa del liberalismo, specialmente di democrazia rappresentativa e libert\u00e0 individuale, \u00e8 inestricabilmente connessa ad un repertorio concettuale coloniale ed eurocentrico, spesso impiegato per defendere direttamente e senza alcun pudore gli interessi americani nel mondo.<\/p>\n","protected":false},"author":2560,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[693],"tags":[26,160,694],"class_list":["post-2370","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-traduzioni","tag-jan25","tag-egitto","tag-liberalismo-imperialista"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/melone.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2370","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/melone.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/melone.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/melone.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2560"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/melone.noblogs.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2370"}],"version-history":[{"count":70,"href":"https:\/\/melone.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2370\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2970,"href":"https:\/\/melone.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2370\/revisions\/2970"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/melone.noblogs.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2370"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/melone.noblogs.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2370"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/melone.noblogs.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2370"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}