{"id":2711,"date":"2016-05-20T15:18:44","date_gmt":"2016-05-20T13:18:44","guid":{"rendered":"http:\/\/melone.noblogs.org\/?p=2711"},"modified":"2016-05-20T15:18:44","modified_gmt":"2016-05-20T13:18:44","slug":"come-la-rivoluzione-siriana-mi-ha-trasformata-b-hassan","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/melone.noblogs.org\/?p=2711","title":{"rendered":"Come la rivoluzione siriana mi ha trasformata (B. Hassan)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">Il mondo gira intorno alla Palestina, o cos\u00ec pensavo fino al 2011.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ho sempre pensato che la causa palestinese fosse la prova del nove per sapere quanto qualunque persona lottasse per la libert\u00e0 e la giustizia. La Palestina era l\u2019unica e sola bussola che doveva guidare qualunque rivoluzione araba. Un regime poteva essere giudicato buono o cattivo, prima di ogni cosa, in base alla sua posizione nei confronti della causa palestinese. Ogni evento doveva essere letto attraverso la prospettiva palestinese. I popoli arabi ci hanno abbandonato, e noi abbiamo ispirato il mondo intero con la nostra resistenza.<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">S\u00ec, mi definisco un\u2019internazionalista. Credo in ideali universali e umanisti. Spesso e volentieri ho parlato della necessit\u00e0 di rompere ogni confine e iniziare una rivoluzione socialista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Poi \u00e8 arrivata la Siria, e la mia ipocrisia e la fragilit\u00e0 di quegli ideali \u00e8 stata smascherata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quando ho sentito per la prima volta che i siriani a Daraa chiedevano una riforma del regime, il 18 marzo 2011, tutto quello che riuscivo a pensare, incoscientemente, era: \u201cSe lo scenario egiziano si ripetesse in Siria, sarebbe un disastro per la Palestina.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non pensavo alle persone uccise dal regime quel giorno. Non pensavo a quelli arrestati o torturati.<br \/>\nNon pensavo all\u2019inevitabile repressione del regime.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non ho accolto le incredibili e coraggiose proteste di Daraa con lo stesso entusiasmo e fervore che ho provato durante le insurrezioni in Tunisia, Egitto, Bahrain, Yemen e Libia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tutto quello di cui ero capace era un sospiro di sospetto e paura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cAssad \u00e8 un tiranno e il suo regime \u00e8 corrotto,\u201d pensavo tra me e me, \u201cma il risultato della sua caduta potrebbe essere catastrofico per la Palestina e la resistenza.\u201d Quel sacro asse di resistenza aveva allora, per me, un valore ben pi\u00f9 grande delle vite siriane falciate dai suoi difensori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ero uno di quei cuori che sobbalzano quando Hassan Nasrallah appare in TV. Ho archiviato numerosi video su Youtube dei suoi discorsi e pianto mentre ascoltavo le canzoni che esaltavano la resistenza e le sue vittorie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E mentre sostenevo in via di principio le richieste dei manifestanti siriani, praticavo questo sostegno con riluttanza, davo un supporto condizionale. Non era nemmeno solidariet\u00e0 perch\u00e9 ero semplicemente egoista e totalmente concentrata sulla Palestina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ho re-tweettato il post di un attivista egiziano che chiedeva ai siriani di esporre la bandiera palestinese, per \u201csmontare\u201d la propaganda di regime. Il popolo siriano \u00e8 sceso in strada per difendere quegli stessi ideali universali in cui dico di credere, eppure non riuscivo a leggere la loro lotta se non all\u2019interno della mia ottica palestinese. Mi definivo internazionalista ma le preoccupazioni dei palestinesi erano pi\u00f9 importanti delle vittime siriane. Ho vergognosamente partecipato alle Olimpiadi della Sofferenza e mi irritavo quando vedevo che il dolore siriano occupava pi\u00f9 pagine di quello palestinese sui giornali. Ero talmente ingenua da non notare come i drammi di siriani e palestinesi siano semplici note a margine e che le ultime notizie sarebbero diventate subito routine, troppo ripetitive e senza valore\u00a0 nello spazio di alcuni mesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sostenevo di rifiutare ogni forma di oppressione e allo stesso tempo mi aspettavo che il leader di una milizia confessionale dicesse qualcosa sulla Siria e parlasse appassionatamente della Palestina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La rivoluzione siriana mi ha processato per aver tradito i miei princ\u00ecpii. Ma invece di condannarmi, mi ha insegnato la lezione della vita: una lezione impartita con grazia e dignit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Data con amore, da donne e uomini che hanno ballato e danzato per le strade, sfidando il pugno di ferro con creativit\u00e0, rifiutando di arrendersi mentre venivano inseguiti dalle forze di sicurezza, trasformando funerali in esuberanti marce per la libert\u00e0, ripensando i modi per sovvertire la censura di regime; introducendo azioni collettive in mezzo a violenze inenarrabili; e inneggiando all\u2019unit\u00e0 contro l\u2019incitamento alle divisioni settarie; e invocando il nome della Palestina in numerose manifestazioni e portando la bandiera palestinese senza avere bisogno di una blogstar egiziana che chiedesse loro di farlo.<br \/>\nSi \u00e8 trattato di un processo di apprendimento graduale in cui ho dovuto confrontare i miei pregiudizi su come la rivoluzione \u201cdovrebbe essere,\u201d e come dovremmo reagire di fronte a un movimento che si oppone ad un regime nominalmente pro-Palestina. Ho cercato disperatamente di non guardare la brutta faccia sotto la maschera di resistenza indossata da Hezbollah, ma la rivoluzione ha strappato quella maschera. E non \u00e8 stata l\u2019unica maschera ad essere strappata, molte altre hanno sub\u00ecto la stessa sorte. Ora i volti reali di autoproclamati guerrieri per la liber\u00e0 e della sinistra da salotto sono esposte; le voci siriane represse per lungo tempo sono emerse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Come si pu\u00f2 non essere ispirati da un popolo che riscopre la propria voce, che trasforma canzoni popolari e slogan calcistici in canti rivoluzionari? Come si fa a restare impassibili davanti a proteste organizzate contro i carri armati?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La geografia siriana era ben pi\u00f9 diversa e ricca di quella rappresentata dal regime e da quella narrazione ufficiale che \u00e8 collassata nel momento in cui i siriani marginalizzati hanno ricostruito le proprie narrazioni. L\u2019arcobaleno siriano ha molti pi\u00f9 colori di quelli concessi dal regime. E i siriani hanno potuto alzare la propria voce in posti diversi dagli stadi di calcio, usando i loro famosi canti di vittoria in piazze pubbliche e strade per maledire Hafez al-Assad, il \u201cleader eterno.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Se il nome di Hafez al-Assad poteva essere solo sussurrato con terrore prima del 2011, la gente ha finalmente potuto maledire lui e suo figlio [Bashar n.d.r.] apertamente, destabilizzando l\u2019egemonia simbolica e fisica della sua dinastia a partire dalle sue fondamenta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non potevo rimanere neutrale mentre i siriani ridefinivano il possibile e allargavano i confini del potere popolare, seppur per un breve periodo, durante quei primi mesi di speranza fatale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Restare neutrale non sarebbe stato un atto di tradimento nei confronti di tutto ci\u00f2 che sostengo? Come posso leggere la frase di Howard Zinn \u201cNon puoi essere neutrale su un treno in movimento\u201d a quelli seduti sulle barricate in Palestina, mentre facevo lo stesso in Siria? La rivoluzione siriana ha fatto crollare la staccionata sotto di me. Ho riscoperto la mia voce grazie alla mobilitazione di massa che ho visto in Siria. Ascoltavo gli audio delle proteste siriane, memorizzavo le canzoni, le ripetevo durante le proteste in Palestina. Pensare al coraggio dei siriani rendeva immediatamente la mia voce pi\u00f9 potente e mi aiutava a superare qualsiasi leggero sentimento di paura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non puoi scegliere la nazionalit\u00e0 in cui nasci ma non devi essere incatenato ad essa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La mia identit\u00e0 siriana, il mio senso di appartenenza alla rivoluzione siriana, non mi \u00e8 stata imposta. Ho scelto di adottarla. Non ho mai messo piede in Siria. Fino al 2013 non avevo neanche mai incontrato in carne ed ossa un siriano che non provenisse dalle Alture del Golan occupate. La mia connessione principale con i siriani erano e restano social media e Skype. Eppure non potevo non sentirmi siriana e identificarmi completamente con la loro lotta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Fino al 2011, i miei discorsi sull\u2019abbattimento dei confini e la solidariet\u00e0 internazionale erano solo chiacchiere, retorica. Grazie alla rivoluzione siriana, ho finalmente capito cosa significhi realmente la parola solidariet\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ho sempre pensato che la gente dovesse sostenere la causa palestinese senza imporre condizioni, senza prediche n\u00e9 lezioni, senza dettature. Quando la rivoluzione siriana \u00e8 iniziata, ho agito esattamente come quei predicatori da poltrona che chiedevano ai palestinesi una rivoluzione del gelsomino, chiedendoci costantemente un nuovo Gandhi o Martin Luther King. Ma mentre la rivoluzione proseguiva, ho potuto finalmente comprendere il vero significato dell\u2019espressione solidariet\u00e0 dal basso, una solidariet\u00e0 incondizionata ma allo stesso tempo critica. Ho visto come persone come il martire Omar Aziz hanno applicato un auto-governo orizzontale in alcuni dei quartieri pi\u00f9 conservatori e tradizionali, e ho imparato molto da questo modello.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ho imparato il significato di solidariet\u00e0 comunitaria e unione siro-palestinese da residenti palestinesi nel campo rifugiati di Daraa: hanno rischiato la propria vita per contrabbandare pane e medicine e rompere l\u2019assedio sulla citt\u00e0 insorgente di Daraa. Non era solo un atto umanitario; era un atto politico e l\u2019inizio della formazione di un\u2019identit\u00e0, quella del rivoluzionario siro-palestinese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Khaled Bakrawi, un rifugiato palestinese a Yarmouk, e Zaradasht Wanly, un giovane siriano di Damasco, sono stati entrambi feriti dalle forze di occupazione israeliane durante le \u201cmarce di ritorno\u201d alle Alture del Golan nel 2011. Sia Khaled che Zaradasht sono stati uccisi dal regime siriano: il primo a causa delle torture sub\u00ecte, il secondo colpito a morte durante una manifestazione pacifica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I siriani hanno marciato in solidariet\u00e0 con Gaza in mezzo alle macerie delle proprie case distrutte dai bombardamenti del regime siriano. I Giovani Rivoluzionari Siriani hanno pubblicato manifesti contro la pulizia etnica della Palestina nel Naqab quando la maggior parte dei membri del gruppo si nascondeva, era in prigione, in esilio, o sottoterra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questa \u00e8 la solidariet\u00e0 degli oppressi che i siriani hanno saputo trasformare da forma retorica a pratica. Come si fa a non ammirarla?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Se la seconda Intifada nell\u2019ottobre del 2009 ha plasmato la coscienza politica e l\u2019identit\u00e0 nazionale di una undicenne che aveva appena lasciato un piccolo villaggio per trasferirsi in citt\u00e0; la prima ondata della rivoluzione siriana nel marzo 2011 ha fatto rinascere una donna rendendola pi\u00f9 sicura di s\u00e9 a Gerusalemme. Gerusalemme, la mia citt\u00e0, quella che ho scelto di chiamare casa, non poteva in nessun modo essere liberata dagli oppressori della mia gente, dei siriani. Quelli che bombardano un ospedale che porta lo stesso nome non possono appropriarsi dello spirito di Gerusalemme.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Invece di crearmi problemi nel conciliare le mie identit\u00e0 palestinese e siriana, l\u2019insurrezione siriana ha rafforzato il mio impegno nella lotta di liberazione palestinese: la liberazione della terra dall\u2019occupante e la liberazione della causa da dittatori e opportunisti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E mentre ho perso l&#8217;amicizia di persone che un tempo consideravo compagni per via del loro sostegno al regime siriano, ho anche trovato nuove, durature amicizie che hanno riempito il mio mondo di calore e forza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Devo tanto alla rivoluzione siriana, che mi ha fatto rinascere. Non sono nella posizione, non mi ritengo cos\u00ec importante, n\u00e9 ho voglia di parlare in nome di nessuno, tanto meno del popolo palestinese, ma devo fare le mie scuse personali al popolo siriano. Non avrei mai dovuto esitare a sostenere la loro giusta causa. Non avrei mai dovuto anteporre considerazioni di carattere geopolitico alle vite dei siriani; e non avrei mai dovuto essere cos\u00ec ingenua da credere alla propaganda dell\u2019asse di resistenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Devo le mie scuse ad un popolo che, per decenni, \u00e8 stato calpestato, ridotto al silenzio e umiliato in nome della mia causa; ad un popolo il cui unico incontro con la \u201cPalestina\u201d \u00e8 stato nei sotterranei di una prigione che portava il suo nome; un popolo da sempre deriso e accusato di essere troppo remissivo per poi essere abbandonato proprio nel momento in cui \u00e8 insorto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Devo le mie scuse ad un popolo accusato della carneficina commessa contro di esso, cos\u00ec come \u00e8 successo a noi, traditi da un\u2019opposizione che pretendeva di rappresentarli, cos\u00ec come \u00e8 successo a noi. Devo le mie scuse ad un popolo cinicamente chiamato ad offrire un\u2019alternativa al regime di Assad e agli islamisti mentre bombe e missili cadevano sulle loro teste. Quelle stesse persone che chiedono \u201cDov\u2019\u00e8 l\u2019alternativa?\u201d ignorano che i siriani pronti ad offrire una visione progressista sono stati arrestati, uccisi o esiliati dal regime.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Si potrebbe pensare che i palestinesi dovrebbero conoscere bene il cinismo che anima il discorso delle alternative e non dovrebbero imporre la stessa cosa a persone oppresse e impegnate e ricostruire tutto dalle macerie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Eppure, nonostante le contraddizioni, palestinesi e siriani condividono lo stesso anelito per la libert\u00e0, lo stesso bruciante desiderio di vivere una vita dignitosa e il sogno di camminare per le strade della vecchia citt\u00e0 di Damasco e Gerusalemme.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La strada che dovremo fare per giungere l\u00ec, tuttavia, non \u00e8 quella che il regime e Hezbollah hanno disseminato di cadaveri, ma quella costruita dalle mani di partigiani palestinesi e siriani: da gente che sa che la propria libert\u00e0 sar\u00e0 sempre incompleta senza quella dei suoi fratelli e sorelle.<\/p>\n<p style=\"text-align: right\"><em>Budour Hassan<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: right\">(traduzione pubblicata <a href=\"http:\/\/in30secondi.altervista.org\/2016\/05\/20\/come-la-rivoluzione-siriana-mi-ha-trasformato\/\" target=\"_blank\">qui<\/a>, versione orginale<a href=\"https:\/\/budourhassan.wordpress.com\/2016\/05\/19\/how-the-syrian-revolution-has-transformed-me\/\"> qui<\/a>)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il mondo gira intorno alla Palestina, o cos\u00ec pensavo fino al 2011. 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