Il riot che non t’aspetti (oppure sì?)

Da tre anni abito su una delle strade principali nel sud-est londinese, a Southwark. Nonostante sia cominciato di recente un processo di riqualificazione del quartiere, tutti quelli che abitano in zone più “in” di Londra lo hanno sempre considerato come poco raccomandabile e sicuro. La mia esperienza della zona però, seppur ancora relativamente breve, è stata fin qui sempre positiva. Una comunità di gente modesta e tranquilla in cui vivono e lavorano insieme parecchie etnie, alcuni immigrati da poco, altri qui da generazioni – sudamericani, africani, jamaicani, turchi, afghani, cinesi etc…I servizi municipali alla comunità funzionano e, soprattutto lungo le strade qui intorno, c’è qualsiasi tipo di esercizio commerciale a poche decine di metri e a prezzi modici. Il tutto, a sua volta, a mezz’ora da Central London. Insomma,  non è certo Soho o Camden, ma ci si vive bene.

Ieri lo scenario alla Mad Max, improvvisamente. Ci si è accorti di quello che stava per accadere solo perchè nel tardo pomeriggio si cercava di andare a comprare qualcosa per cena e tutti i negozi erano già chiusi. Anziani padroni di negozi e pub con gli avventori abituali, o semplicemente gente della zona, erano assembrati davanti alle porte chiuse lungo i marciapiedi ad aspettare. Si percepiva un’atmosfera abbastanza inquietante, di tensione, ma anche di attesa curiosa e trepidante. Cominciano ad arrivare da sud un pò di ragazzini in bici: cappuccio in testa, alcuni con fazzoletti sulla bocca, tra di loro c’è chi perlustra e comunica costantemente col telefonino. Che cazzo succede? Mi è venuta in mente l’attesa sulle strade del mio paese prima che arrivi la processione del Venerdì di Pasqua. Surreale associazione d’idee, lo so, ma c’è la stessa seriosità, mista a preoccupazione ed attesa. Afferro un kebab dall’unico che è rimasto aperto e me ne ritorno dietro le finestre. Mi sa che non è il caso di rimanere in strada, anche se molti curiosi ci sono rimasti: alcuni a guardare, registrare, altri a da dare man forte alle tute–psicologicamente e praticamente.

Bhè, a farla breve il fronte polizia vs ‘looters’ si è piantato direttamente davanti alla porta di casa dalle 19 alle 22.  I miei vicini, tornati dal lavoro, non sono potuti entrare prima di un bel pò, quando la polizia ha finalmente cominaciato ad arretrare. Sulla strada un andirivieni di ragazzi e ragazze, senza distinzione di genere o razza, molti venuti da altre zone, a volto coperto e non, giù a caricare negozi, sfondare vetrine a destra e a manca e a scappare col malloppo (anche con l’aiuto di auto arrivate per caricare la refurtiva). Sembrava quasi più carnevale che un furto di massa. La gente passava sotto al mio naso incredulo (insieme a tutto il resto) con televisori sulla testa (un ragazzo di colore ha inavvertitamente perso il telecomando, e un bianco di mezza età ridendosela di gusto glielo ha gentilmente raccolto), consolles Wii e tecnologia varia, ma soprattutto vestiti e scarpe FootLocker sottobraccio e nelle borse piene. Moltissime ragazze dei dintorni da spettatrici non hanno fatto una piega e, bardate nei loro graziosi vestitini hanno poco graziosamente approfittato della manna a piene borse. Gli esercizi maggiormente presi di mira sono stati i negozi di scommesse e rivendite d’oro-che fioriscono sospettosamente a bizzeffe soprattutto nei quartieri poveri…-franchising di telefonia mobile e abbigliamento sportivo. Per almeno un’ora tutti hanno proceduto indisturbati. Inevitabilmente, come ho avuto modo di constatare stamattina, sono stati colpiti anche semplici commercianti che, in pieno boccheggio da crisi,  si sono visti i negozi saccheggiati e devastati. Sono alla fine arrivati gli agenti. A poco sono valsi i tentativi di far sgomberare la gente: traffico deviato, spazzatura per strada, qualche bottiglia è volata e ad un certo punto un cassonetto dell’immondizia è stato incendiato. Le fiamme erano tenute vive con gli incarti delle cose rubate da un negozio lì davanti grazie alle premure di una ragazzina in felpa rosa.

Verso le dieci, dicevo, tutto è per fortuna sbollito dopo solo svariate configurazioni di giovani dita medie e fakkiù urlati con andatura da fico ai poliziotti che muggivano i loro “Per favore state indietro/tornate a casa” mimando coi manganelli.

Nel frattempo, gli inglesi su twitter (troppo spesso bianchi e di classe media) invocavano l’intervento dell’esercito e l’ex-sindaco Livingstone spezzava una lancia a favore dei ‘rioters’ puntando il dito su polizia e gestione governativa. In tanti sui giornali hanno però ricordato gli ulteriori tagli al welfare in zone poverissime come queste in tutta la città e gli episodi simili di guerriglia urbana risalenti ai primi anni ottanta. Qui intorno, d’altronde, erano recentemente iniziate le ‘riqualificazioni,’ cioè palazzi trendy per gente trendy, mentre i vecchi residenti hanno chiamato a manifestare contro gli sfratti a tappeto.

Credo che sia un pò più complicato di quanto sembri all’apparenza- mi riferisco ai soliti che non vedono l’ora di dire che il multiculturalismo di Londra è fallito o che questi qui non hanno voglia di studiare e lavorare. Certamente c’è vandalismo e criminalità in mezzo, ma ho l’impressione -corroborata da gente che vive qui da molto più tempo di me – che i tagli alla spesa pubblica e la crescente disuguaglianza sociale abbiano giocato e giochino un ruolo molto importante.

di Babatunde

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10 Responses to “Il riot che non t’aspetti (oppure sì?)”

  1. spleen Says:

    Leggo su DemocracyNow.org:
    British Deputy Prime Minister Nick Clegg: \The violence we saw last night had absolutely nothing to do with the death of Mr. Duggan. It was needless, opportunistic theft and violence, nothing more, nothing less, and it is completely unacceptable. And the people who have suffered are those who’ve lost their businesses, shopkeepers who have lost their shops, families who have lost their homes, and of course many people who have felt very frightened in their own neighborhoods. And that’s why this government stands side by side with those people in those communities who utterly condemn the violence and the theft.\

  2. spleen Says:

    Vogliamo parlare di questo?!
    «Youth of the Middle East rise up for basic freedoms. Youth of London rise up for a HD ready 42″ Plasma TV»
    https://twitter.com/#!/mslulurose/status/101035879946133504

    (scusa il doppio commento)

  3. melone Says:

    Non c’è problema, scherzi.
    Avevo letto lo stesso tweet dall’utente “BNP Friend” o roba simile. Anche qui, la dice tutta …

  4. redcat Says:

    Ma che poi sto “multiculturalismo fallito”…se stavano là tutti, neri, bianchi e rosa, giovani e vecchi, donne e uomini, ma ‘ndo cazzo la vedono la questione etnica?
    Per me rimane specchietto per allodole già scimunite: ancora dietro allo scontro di civiltà e alla Fallaci, qua sta a cadé tutto in testa a li poveri e questi ancora ce rompono li cojoni col negro e l’albanese!Ma se n’annassero…

  5. Babatunde Says:

    Grazie a tutt* per i commenti.

    @spleen e melone: c’era da aspettarselo che il paragone venisse fuori ed in maniera così riduttiva. Cercheranno di mettere sotto il tappeto il problema vero come fino ad ora….

    @redcat: guarda, non se ne può più… si vede che è comodo, soprattutto in funzione di certa politica di casa nostra adesso, vederla così anche quando il multiculturalismo non c’entra proprio nulla. Se n’annassero sì…..

  6. spleen Says:

    Ma questa notte quei mezzi fasci che hanno preso a pietrate il bus con ragazzi di colore dentro? Ci vogliono spacciare questo per fallimento del multiculturalismo?
    (ho visto il TG1)

  7. melone Says:

    Qui in UK riferita dal tg1? Non ho visto né letto niente a riguardo ma non ho seguito stamattina. Guarda, francamente non mi stupirebbe affatto.

  8. spleen Says:

    Sì è successo proprio a Londra. Dicevano che alcuni “bianchi” si stanno organizzando da soli, perché la polizia non è in grado di mantenere l’ordine.

  9. melone Says:

    Andiamo bene … da ieri qui è tutto calmo. Da quel che leggo le cose vanno avanti fuori Londra. Stiamo a vedere …

  10. redcat Says:

    @ spleen si ma infatti mi sembra palese che la classe media si stia organizzando in forme fasciste. Le ronde di quartiere, i volontari contro i riots, quelli che ramazzano le strade. E’ una gara di patriottismo mascherata da civismo (entrambe pruriginosi come l’ortica). La cosa da valutare, sempre alla faccia del multiculturalismo, è ad esempio la notizia (RaiNews24) dei 4 musulmani investiti mentre attuavano un “coprifuoco civico”. Tanto per ricordarci che l’autoritarismo (o fascismo) non ha religione o razza.

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